Resilienza delle imprese e digitalizzazione ai tempi del Covid - Wake Up
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Resilienza delle imprese e digitalizzazione ai tempi del Covid

Resilienza delle imprese e digitalizzazione ai tempi del Covid

Chi riesce ad avere entusiasmo anche in tempi di crisi possiede già un passaporto per il successo futuro. In questo momento di emergenza sanitaria ed economica, in cui è l’incertezza a farla da padrone, ci sono imprese che sono state capaci di cogliere più di un’opportunità di crescita.

Noi le chiamiamo imprese resilienti e antifragili, perché nelle difficoltà dovute al lockdown sono riuscite ad individuare possibilità di crescita sotto vari aspetti.
Primo su tutti quello relativo all’accelerazione della digitalizzazione, un cambiamento che la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane avevano affrontato solo in parte.
Specie durante il lockdown totale, è stato l’e-commerce a rappresentare il principale canale di approvvigionamento dei consumi.

La crescita boom è avvenuta in comparti non avvezzi alla vendita on line, come il food and grocery, che ha visto- secondo i dati rilevati dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e Netcomm – una crescita del 56% della vendita on line, e  quello dell’arredamento (+ 30%).

Il canale del commercio elettronico è stato anche occasione per molte imprese di immettersi in un nuovo mercato, e di intercettare nuovi potenziali clienti, oltre che di scoprire nuove strategie di vendita, che hanno fatto da stimolo all’innovazione a tutto tondo e alla sperimentazione di soluzioni nuove e a volte sorprendentemente creative.

C’è, per esempio, la Barberino’s che, in pieno lockdown, per mantenere vivo il rapporto con i clienti, si è inventata un servizio di consulto su come sistemare capelli e barba, con newsletter e video tutorial, o addirittura le dirette su Zoom, dando la possibilità di interagire e fare domande. I clienti potevano inoltre acquistare voucher elettronici con servizi barberia a prezzi fortemente scontati, che avrebbero potuto utilizzare alla riapertura.

A Roma, nel rione Monteverde, tre giovani si sono inventati una sorta di Amazon locale per incentivare il commercio di prossimità, si chiama Daje Shop (https://daje.shop/). “Ricevi a casa tua la spesa dai negozi del tuo quartiere”, è l’idea trainante il progetto. “Consegniamo a casa tua, in meno di 24 ore, prodotti da tantissimi negozi in unico ordine. La qualità dei prodotti che ami, da oggi anche online, supportando il tuo quartiere”, scrivono sul sito.

Mentre l’azienda vitivinicola Mastrodomenico, nel cuore della Basilicata, ha deciso di proporre degustazioni virtuali e consulenze in video con personal shopper per incentivare l’e-commerce.

Il maggior uso del digitale ha inoltre, in molti casi, incentivato una gestione ottimizzata del lavoro, e una maggiore valorizzazione dei talenti, con una conseguente riduzione dei costi.

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